Il famoso ritratto di Turner non era un autoritratto

Gli esperti sostengono che l'immagine iconica che ha ispirato la banconota da £ 20 è stata dipinta da John Opie, non dallo stesso JMW Turner, sfidando decenni di storia dell'arte.
Una rivalutazione innovativa di una delle opere più celebri della storia dell'arte britannica sta mettendo in discussione le ipotesi di lunga data su un ritratto che è diventato sinonimo del pittore romantico JMW Turner. Il dipinto, che ha impreziosito la nuova banconota da £ 20 durante il suo lancio nel 2020 da parte della Tate Britain, potrebbe non essere l'iconico autoritratto che gli storici dell'arte hanno creduto per secoli.
La rivelazione arriva dal dottor James Hamilton, un illustre studioso di Turner che ha dedicato gran parte della sua carriera allo studio del prolifico artista e dei suoi contemporanei. Hamilton, le cui ampie pubblicazioni su Turner hanno informato il discorso accademico e le cui mostre hanno visitato i principali musei e gallerie di tutto il Regno Unito, presenta prove convincenti del fatto che il ritratto attualmente conservato nella collezione Tate e ampiamente attribuito allo stesso Turner è stato in realtà creato da un'altra figura significativa del movimento romantico.
Il ritratto in questione è stato a lungo considerato l'immagine più famosa di Turner, fungendo da riferimento visivo primario per il modo in cui l'artista viene ricordato dal pubblico e all'interno degli ambienti accademici. Questa attribuzione è rimasta in gran parte incontrastata per generazioni, consolidando il posto dell'opera nel canone storico dell'arte e contribuendo in modo significativo alla comprensione da parte del pubblico dell'aspetto e della personalità di Turner durante la sua vita.
Secondo l'analisi di Hamilton, il dipinto è più probabilmente opera di John Opie, contemporaneo di Turner e rispettato ritrattista della fine del XVIII e dell'inizio del XIX secolo. Opie, che visse dal 1761 al 1807, era un pittore affermato e aveva legami con i circoli artistici in cui Turner si muoveva. Le caratteristiche stilistiche e tecniche del ritratto, se esaminate da vicino, portano segni coerenti con le tecniche conosciute di Opie e l'approccio alla ritrattistica durante questo periodo.
Le implicazioni di questo cambiamento di attribuzione sono di vasta portata per il mondo della storia e della conservazione dell'arte. Quando la Tate Britain scelse l'immagine da includere sulla nuova banconota da £ 20 nel 2020, essa rappresentava quella che si credeva fosse la rappresentazione di se stesso di Turner, aggiungendo una dimensione intima e autentica alla scelta. La decisione di includere sia questo ritratto che il capolavoro di Turner The Fighting Temeraire sulla valuta è stata intesa a celebrare il significato culturale duraturo e i risultati artistici dell'artista.
L'esperienza di Hamilton nell'arte romantica e la sua profonda familiarità con l'opera di Turner, insieme a quella dei suoi colleghi, lo posizionano come una voce credibile nel rivalutare questo lavoro. I suoi precedenti contributi accademici gli hanno valso il riconoscimento all'interno dei circoli dei musei e delle gallerie, rendendo le sue affermazioni degne di seria considerazione da parte della comunità storica dell'arte.
La questione dell'attribuzione artistica non è mai semplice, in particolare quando si tratta di opere create nei secoli XVIII e XIX, quando le pratiche di documentazione erano meno rigorose degli standard moderni. I documenti riguardanti la creazione, la vendita e la successiva proprietà di opere d'arte di quest'epoca sono spesso incompleti o contraddittori, lasciando spazio all'interpretazione e al riesame degli studiosi man mano che emergono nuove prove o approfondimenti.
L'affermazione di Hamilton secondo cui il ritratto della Tate Britain potrebbe appartenere a Opie apre discussioni su come le istituzioni catalogano e interpretano le loro collezioni. Musei e gallerie di tutto il mondo rivalutano regolarmente le attribuzioni sulla base di nuovi risultati di conservazione, prove documentali o analisi accademiche. Questo processo, sebbene talvolta controverso, è essenziale per mantenere l'integrità e l'accuratezza dei documenti storici dell'arte.
La tempistica di questa rivelazione, successiva all'inclusione di alto profilo del ritratto sulla banconota da £ 20, aggiunge un ulteriore livello di complessità alla situazione. L'errore, se confermato, rappresenterebbe uno degli errori di attribuzione più significativi nella recente storia dell'arte britannica, influenzando non solo la comprensione accademica ma anche la percezione pubblica e il valore simbolico assegnato all'opera d'arte.
Lo stesso John Opie merita un maggiore riconoscimento nelle discussioni sulla pittura romantica britannica, i suoi contributi sono spesso messi in ombra da quelli dei suoi contemporanei più famosi. Se questo ritratto è davvero opera sua, rappresenta un esempio significativo della sua abilità di ritrattista e della sua capacità di catturare le sembianze e il carattere dei suoi soggetti. La carriera di Opie, sebbene interrotta dalla sua morte nel 1807, produsse numerose opere degne di nota che meritano uno studio e un apprezzamento più approfonditi.
Il contesto più ampio dell'attribuzione artistica e della competenza diventa rilevante qui. Gli storici dell'arte si affidano a molteplici forme di prova, tra cui la ricerca sulla provenienza, l'analisi stilistica, l'esame tecnico e la documentazione d'archivio per determinare chi ha creato un'opera. Quando studiosi come Hamilton propongono revisioni di attribuzioni accettate da tempo, queste affermazioni in genere vengono sottoposte a rigorosi controlli e revisioni tra pari prima di essere ampiamente accettate o formalmente adottate dalle principali istituzioni.
La risoluzione di questo problema di attribuzione comporterà probabilmente la consultazione con esperti di conservazione, analisi tecniche e potenzialmente ulteriori ricerche documentarie. Musei come la Tate Britain dispongono di mezzi sofisticati per esaminare le opere d'arte a livello molecolare e microscopico, consentendo ai conservatori e agli scienziati di determinare dettagli come la composizione delle vernici, l'età dei materiali e la tecnica utilizzata dall'artista.
Per il pubblico e per i collezionisti, le domande sull'attribuzione hanno un peso significativo, influenzando non solo la narrativa storica che circonda un'opera d'arte, ma anche il suo valore monetario e culturale. Le opere ritenute di maestri rinomati meritano maggiore attenzione e valore rispetto a quelle di figure meno conosciute, sebbene questa realtà economica non diminuisca il merito artistico o l'importanza storica dei dipinti di figure secondarie nel canone.
L'emergere di questa sfida accademica dimostra che anche le opere più celebri e apparentemente consolidate rimangono soggette a riesame e potenziale reinterpretazione. Mentre le metodologie della storia dell’arte continuano ad evolversi e a volte vengono alla luce nuove prove, la nostra comprensione del passato continua ad essere raffinata e adattata. Il contributo di Hamilton a questo processo in corso riflette la natura dinamica degli studi storici dell'arte e l'importanza di mantenere il rigore intellettuale nella valutazione del patrimonio culturale.
Fonte: The Guardian


