Gli arresti di manifestanti climatici nel Regno Unito si ritorcono contro, rivela uno studio

Una ricerca su 1.300 attivisti mostra che la criminalizzazione delle proteste per il clima aumenta la determinazione e può radicalizzare i manifestanti, guidando azioni segrete.
Uno studio completo che esamina gli effetti dell'applicazione della legge contro gli attivisti per il clima ha rivelato un paradosso preoccupante: la criminalizzazione dei manifestanti per il clima nel Regno Unito sembra avere l'effetto opposto rispetto a quello previsto. Invece di scoraggiare le manifestazioni di azione diretta, gli arresti, le multe salate e le pene detentive imposte agli attivisti non violenti stanno in realtà rafforzando la loro determinazione a impegnarsi in forme di attivismo sempre più dirompenti e potenzialmente più radicali.
L'indagine, che ha esaminato e intervistato 1.300 attivisti per il clima in tutto il paese, fornisce prove convincenti che la repressione della polizia nei confronti degli attivisti ambientali è controproducente per il mantenimento dell'ordine pubblico. I ricercatori hanno scoperto che le persone che hanno subito conseguenze legali per le loro attività di protesta – inclusi blocchi stradali e proteste per danni alla proprietà – hanno riferito un maggiore impegno a continuare l’azione diretta. Questa scoperta mette in discussione la strategia convenzionale delle forze dell'ordine che prevede l'utilizzo dell'azione penale come meccanismo deterrente.
Secondo i risultati della ricerca, il modello di aumento delle conseguenze legali potrebbe inavvertitamente creare un percorso di radicalizzazione. Gli attivisti che inizialmente si erano impegnati in proteste ad alta visibilità ma non violente hanno riferito che i loro incontri con il sistema di giustizia penale hanno trasformato il loro approccio all’attivismo. Alcuni partecipanti hanno indicato di essere diventati più propensi a prendere in considerazione azioni segrete di protesta che operano al di fuori della visione pubblica convenzionale, rendendo potenzialmente le manifestazioni più difficili da monitorare e gestire.
Uno sviluppo particolarmente preoccupante evidenziato dai ricercatori riguarda il sospetto collegamento tra l'intensificazione dell'applicazione della legge e le recenti operazioni segrete contro infrastrutture critiche. In particolare, il taglio dei cavi Internet appartenenti alle principali compagnie assicurative del Regno Unito è stato attribuito agli attivisti climatici, rappresentando un significativo incremento rispetto alle tradizionali manifestazioni di strada. Gli esperti suggeriscono che la pressione cumulativa di arresti e procedimenti giudiziari potrebbe spingere alcuni attivisti verso queste tattiche più nascoste e potenzialmente dannose.


