Le aziende del Regno Unito aumentano i prezzi mentre la guerra con l’Iran gonfia i costi: indagine della BoE

Secondo un sondaggio della Banca d’Inghilterra condotto su oltre 2.000 CFO, le aziende britanniche prevedono di aumentare i prezzi del 3,7% nel prossimo anno a causa del conflitto con l’Iran che fa lievitare i costi.
Il sondaggio regolare condotto dalla Banca tra oltre 2.000 direttori finanziari il mese scorso, dopo l'inizio del conflitto iraniano, mostra che ora la Banca prevede di aumentare i prezzi del 3,7% nel prossimo anno.
Ciò segna un aumento significativo rispetto alle previsioni precedenti, evidenziando le crescenti pressioni inflazionistiche che incidono sulle imprese in tutto il Paese. I risultati sottolineano l'impatto economico più ampio delle tensioni geopolitiche in corso nella regione.
"Le aziende sentono davvero la pressione dei maggiori costi di produzione derivanti dalla situazione iraniana", ha affermato Sarah Hewin, capo economista di Standard Chartered. "La loro risposta è trasferire tali costi sui consumatori attraverso aumenti di prezzo più rapidi.
I dati della Banca d'Inghilterra mostrano che i CFO prevedono che i loro prezzi di vendita aumenteranno in media del 3,7% nei prossimi 12 mesi, rispetto al 3,2% del precedente sondaggio condotto a dicembre.
Si tratta della previsione più elevata di aumento dei prezzi registrata dalla banca centrale da quando ha avviato l'indagine trimestrale sui CFO nel 2018. L'indagine ha inoltre rilevato che le intenzioni di investimento e di assunzione rimangono forti nonostante l'incertezza economica.
"Le aziende devono adattarsi rapidamente alla nuova realtà dei costi più elevati", ha affermato Tom Stevenson, direttore degli investimenti di Fidelity International. "Il conflitto iraniano sta esercitando una pressione significativa sui margini di profitto, costringendo le aziende a trasferire tali costi sui consumatori attraverso aumenti dei prezzi.
La Banca d'Inghilterra ha segnalato che potrebbe essere necessario alzare ulteriormente i tassi di interesse per frenare l'inflazione, che è già al livello più alto degli ultimi 40 anni pari al 10,1%. Il mese scorso la banca centrale ha aumentato i tassi di mezzo punto percentuale, il maggiore aumento in 27 anni.
Tuttavia, i politici si trovano ad affrontare un delicato atto di equilibrio, dovendo raffreddare le pressioni sui prezzi senza portare l'economia in recessione. Le perduranti incertezze globali, esacerbate dalla situazione iraniana, stanno creando sfide significative sia per le imprese che per le famiglie.


