Gli Stati Uniti intensificano le sanzioni petrolifere dell’Iran contro la Cina

Il segretario al Tesoro Scott Bessent mette in guardia la Cina sugli acquisti di petrolio iraniano mentre gli Stati Uniti intensificano l’applicazione delle sanzioni. Colloqui ad alto livello in programma questo mese.
Gli Stati Uniti hanno lanciato un severo avvertimento alla Cina riguardo ai suoi continui acquisti di petrolio iraniano, segnando un'altra escalation nella disputa in corso su commercio e sanzioni tra le due superpotenze globali. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha lanciato l'avvertimento durante le discussioni preliminari in vista dei cruciali incontri bilaterali previsti per questo mese, segnalando la determinazione di Washington a far rispettare i regimi di sanzioni esistenti contro l'Iran con rinnovato vigore.
L'avvertimento rappresenta uno sviluppo significativo nell'approccio americano all'applicazione delle sanzioni all'Iran, prendendo di mira in particolare le nazioni che aggirano queste restrizioni attraverso intermediari e accordi commerciali indiretti. Scott Bessent, che guida gli sforzi del Dipartimento del Tesoro sulle sanzioni economiche e sull'applicazione delle norme finanziarie, ha sottolineato che gli Stati Uniti non tollereranno continue violazioni dei protocolli di sanzioni internazionali. La dichiarazione arriva in un momento critico in cui i canali diplomatici tra Washington e Pechino sono tesi su molteplici questioni legate al commercio, tra cui tariffe, trasferimenti tecnologici e concorrenza strategica.
Funzionari del Dipartimento del Tesoro hanno indicato che il settore petrolifero iraniano rappresenta un punto critico di pressione negli sforzi più ampi volti a ridurre la capacità di Teheran di generare entrate per i suoi programmi militari e nucleari. Le sanzioni contro le esportazioni di petrolio iraniano sono state una pietra miliare della politica estera americana per oltre un decennio, progettate per limitare l’accesso del Paese ai mercati e ai capitali internazionali. Tuttavia, l'applicazione delle norme si è rivelata impegnativa poiché varie nazioni continuano a trovare modi per acquistare petrolio iraniano rispettando tecnicamente le restrizioni previste dalla lettera di legge attraverso complessi meccanismi finanziari e schemi di trasbordo.
La Cina è emersa come uno dei maggiori clienti energetici dell'Iran, importando milioni di barili di petrolio greggio ogni anno nonostante la pressione delle sanzioni americane. Le relazioni USA-Cina riguardanti il petrolio iraniano sono state un persistente punto di attrito, con Pechino che sostiene di mantenere rapporti commerciali legittimi con nazioni che non sono direttamente sanzionate dalla legge cinese. Tuttavia, il Dipartimento del Tesoro sostiene che tali acquisti eludono di fatto i regimi di sanzioni multilaterali e forniscono entrate cruciali a un governo designato come stato sponsor del terrorismo dagli Stati Uniti.
Si prevede che gli incontri ad alto livello previsti per questo mese affronteranno molteplici questioni controverse che vanno oltre le sole sanzioni petrolifere all'Iran. I negoziatori di entrambe le nazioni probabilmente discuteranno degli squilibri commerciali, dei diritti di proprietà intellettuale, dell’accesso al mercato per le aziende americane e di preoccupazioni strategiche più ampie sulla sicurezza regionale. L'inclusione dell'applicazione delle sanzioni all'ordine del giorno sottolinea l'impegno dell'amministrazione Biden ad affrontare quelle che considera violazioni sistematiche delle restrizioni economiche internazionali.
L'avvertimento di Bessent arriva mentre il Dipartimento del Tesoro ha ampliato le sue operazioni di controllo mirate all'evasione delle sanzioni. L’agenzia ha implementato meccanismi di tracciamento finanziario più sofisticati per identificare e penalizzare le banche e le società che facilitano le transazioni che coinvolgono il petrolio iraniano. Le sanzioni per le violazioni sono aumentate in modo significativo, con alcuni istituti finanziari che devono affrontare multe per miliardi di dollari per aver facilitato transazioni vietate con entità iraniane.
L'amministrazione Trump aveva precedentemente implementato sanzioni di massima pressione sull'Iran, ritirandosi dal Piano d'azione globale congiunto nel 2018 e imponendo restrizioni globali al settore energetico iraniano. Sebbene l’amministrazione Biden abbia inizialmente segnalato disponibilità a rientrare nell’accordo sul nucleare, lo stallo dei negoziati e le rinnovate tensioni hanno portato alla continuazione e all’espansione dei regimi di sanzioni esistenti. L'amministrazione ha cercato di mantenere la pressione sull'Iran gestendo allo stesso tempo le relazioni con alleati e partner che hanno prospettive diverse sulla politica iraniana.
La posizione della Cina sugli acquisti di petrolio iraniano è rimasta coerente nonostante la pressione americana. Pechino sostiene di avere il diritto di condurre scambi commerciali con nazioni che non sono universalmente sanzionate e che l’applicazione delle sanzioni non dovrebbe violare le legittime relazioni commerciali. I funzionari cinesi hanno definito le sanzioni americane come un'estensione extraterritoriale e hanno sostenuto che violano i principi del diritto internazionale in materia di libero scambio e sovranità economica.
I prossimi incontri tra i rappresentanti di Stati Uniti e Cina saranno probabilmente caratterizzati da intensi negoziati sui parametri delle relazioni commerciali accettabili e sulla portata della giurisdizione delle sanzioni americane. Si prevede che i funzionari del Tesoro presentino prove dettagliate del coinvolgimento delle società cinesi nell'elusione delle sanzioni iraniane attraverso complesse strutture aziendali e accordi intermediari. Sottolineeranno le conseguenze che attendono le istituzioni finanziarie cinesi se continuano a facilitare le transazioni petrolifere iraniane.
I mercati energetici hanno osservato attentamente questi sviluppi, poiché qualsiasi riduzione significativa delle esportazioni di petrolio iraniano potrebbe avere un impatto sui prezzi globali del greggio e sulle dinamiche dell'offerta. Il settore petrolifero iraniano rimane una fonte di entrate cruciale per il governo, generando miliardi di dollari ogni anno che finanziano le operazioni governative e le attività militari. Le restrizioni sulle esportazioni di petrolio hanno contribuito alle sfide economiche dell'Iran e al deprezzamento della valuta, sebbene l'impatto sia stato parzialmente mitigato dalle continue vendite ad acquirenti comprensivi, tra cui la Cina e altre nazioni selezionate.
L'avvertimento alla Cina riflette gli sforzi americani più ampi per costruire un fronte unito contro l'Iran attraverso pressioni diplomatiche multilaterali e restrizioni economiche. Tuttavia, raggiungere la completa conformità si è rivelato difficile considerati gli interessi economici concorrenti delle principali nazioni commerciali e la complessità dei mercati energetici globali. Il Dipartimento del Tesoro continua a perseguire una strategia di sanzioni graduali per le violazioni delle sanzioni, sperando di creare incentivi finanziari sufficienti per il rispetto delle norme da parte degli attori economici internazionali.
Guardando al futuro, gli osservatori si aspettano che il commercio petrolifero iraniano e l'applicazione delle sanzioni rimarranno questioni centrali nelle relazioni USA-Cina, con nessuna delle due nazioni probabilmente in grado di modificare in modo significativo la propria posizione attuale senza sostanziali concessioni su questioni strategiche più ampie. Gli incontri programmati questo mese forniranno informazioni cruciali per capire se entrambe le parti sono disposte a modificare il proprio approccio o se la controversia continuerà a peggiorare come un altro punto di contesa in una relazione bilaterale sempre più complessa.
I crescenti avvertimenti del Segretario al Tesoro Bessent e del suo dipartimento rappresentano una continuazione degli sforzi americani per mantenere la massima pressione economica sul governo iraniano, gestendo contemporaneamente le relazioni con concorrenti e alleati strategici. Le prossime settimane riveleranno se l'impegno diplomatico potrà produrre progressi significativi su questa questione controversa o se l'applicazione delle sanzioni rimarrà una persistente fonte di tensione nelle relazioni internazionali.
Fonte: The New York Times


