Gli Stati Uniti mantengono il dominio difensivo, rivaleggiano con il Canada nella SheBelieves Cup

Il gol al 55° minuto di Ally Sentnor porta l'USWNT alla vittoria per 1-0, estendendo la sua impressionante serie di interruzioni difensive contro il Canada.
Ally Sentnor ha trovato il gol al 55° minuto, assicurando una vittoria di misura per 1-0 alla squadra nazionale femminile degli Stati Uniti (USWNT) sui rivali di lunga data, il Canada, nella seconda partita della SheBelieves Cup. Questa vittoria combattuta estende l'impressionante serie di shutout difensivi dell'USWNT, che ora ammonta a sette reti inviolate consecutive.
Il gol di Sentnor, il suo settimo per la squadra nazionale, è arrivato da un calcio d'angolo ben eseguito, sbloccando la situazione di stallo in una partita molto combattuta. Gli Stati Uniti sono ormai 714 minuti senza subire gol, un periodo difensivo dominante che risale all'ultima sconfitta del 23 ottobre contro il Portogallo.

Il Canada, d'altra parte, non è riuscito a trovare il fondo della rete contro l'USWNT, ora senza vittorie negli ultimi sei incontri contro i rivali nordamericani. La loro ultima vittoria sugli Stati Uniti è arrivata nella semifinale olimpica del 2021, un risultato che è ancora ben impresso nella mente di entrambe le squadre.
Le due squadre avranno poco tempo per riposarsi, dato che torneranno in campo il 7 marzo per le prossime partite. L'USWNT cercherà di continuare il suo corso difensivo e di estendere la sua striscia di imbattibilità, mentre il Canada cercherà di sfondare finalmente contro la formidabile retroguardia americana.
Questo ultimo scontro tra le due potenze del calcio femminile funge da allettante preludio ai loro potenziali incontri futuri, con entrambe le squadre in lizza per la supremazia sulla scena internazionale. La capacità dell'USWNT di ottenere vittorie strette mantenendo la solidità difensiva sarà senza dubbio un fattore chiave nella loro ricerca di più trofei, poiché mirano a consolidare il loro status di forza dominante in questo sport.
Fonte: The Guardian


