Il Senato americano blocca le misure per limitare i poteri di guerra del presidente

In un voto partigiano, i repubblicani contrastano il tentativo dei democratici di limitare l'autorità del presidente di condurre una guerra contro l'Iran senza l'approvazione del Congresso.
Con un voto partigiano, il Senato americano ha bloccato ancora una volta una misura volta a limitare il potere del Presidente di dichiarare guerra all'Iran senza l'autorizzazione del Congresso. Il voto, che ha seguito in gran parte le linee del partito, è stato 53-47 contro l'adozione della risoluzione.
Questa è la seconda volta questo mese che i repubblicani hanno impedito ai democratici di limitare le capacità belliche del presidente Trump, dopo l'inizio dell'operazione militare congiunta USA-Israele, soprannominata Operazione Epic Fury, in tutto l'Iran.

I legislatori democratici hanno promesso di sollevare la misura "ancora e ancora e ancora", segnalando la loro determinazione a riaffermare il ruolo costituzionale del Congresso in questioni di guerra e pace. Tuttavia, con un Senato controllato dai repubblicani, è probabile che i loro sforzi debbano affrontare una dura battaglia.
La risoluzione cercava di richiedere al Presidente di ottenere un'autorizzazione esplicita dal Congresso prima di impegnarsi in ulteriori ostilità contro l'Iran. I sostenitori sostengono che ciò sia necessario per prevenire un'escalation di tensioni che potrebbe sfociare in un conflitto regionale su vasta scala.
"Il popolo americano merita di avere voce in capitolo se entriamo in guerra, non solo il Presidente", ha affermato la senatrice Elizabeth Warren, co-sponsor della misura. "Il Congresso ha la responsabilità costituzionale di discutere e autorizzare l'uso della forza militare, ma l'amministrazione Trump ha eluso questo processo."
Gli oppositori repubblicani, tuttavia, sostengono che la risoluzione minerebbe la capacità del presidente di proteggere gli interessi statunitensi e rispondere alle minacce. Sostengono che il comandante in capo deve avere la flessibilità necessaria per agire rapidamente di fronte alle sfide emergenti alla sicurezza.
"Non possiamo legare le mani al presidente quando si tratta di difendere la nostra nazione", ha affermato il senatore Mitch McConnell, leader della maggioranza repubblicana. "Il popolo americano si aspetta che il proprio governo sia in grado di agire con decisione di fronte all'aggressione."
È probabile che il dibattito sui poteri di guerra del presidente continui, poiché i democratici promettono di continuare a spingere la questione e i repubblicani difendono l'autorità del ramo esecutivo. Con le tensioni tra Stati Uniti e Iran ancora elevate, l'esito di questa battaglia politica in corso potrebbe avere implicazioni significative per il futuro della politica estera americana.
Fonte: The Guardian

