Il Senato americano respinge la risoluzione per fermare l’azione militare contro l’Iran

Il Senato degli Stati Uniti ha votato contro una risoluzione volta a porre fine alle operazioni militari americane contro l’Iran, suscitando forti critiche da parte dei democratici che temono che il paese venga trascinato in un altro conflitto in Medio Oriente.
Con un voto stretto di 47-53, il Senato degli Stati Uniti ha respinto una risoluzione sui poteri di guerra che avrebbe richiesto al presidente Donald Trump di porre fine alle ostilità militari contro l'Iran a meno che il Congresso non avesse autorizzato ulteriori azioni. La risoluzione, sponsorizzata dal senatore democratico Tim Kaine, è stata un tentativo di limitare la capacità dell'amministrazione di impegnarsi in operazioni militari non autorizzate contro l'Iran.
I democratici hanno rapidamente condannato il voto, sostenendo che il Senato aveva abdicato alla sua responsabilità costituzionale di controllare i poteri di guerra del presidente. Il senatore Kaine ha definito il risultato "profondamente preoccupante", avvertendo che la Casa Bianca "si sta dirigendo verso un'altra guerra non necessaria in Medio Oriente".
{{IMAGE_PLACEHOLDER}} Il dibattito sulla risoluzione è avvenuto nel mezzo delle crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran, in seguito all'uccisione mirata del generale iraniano Qassem Soleimani da parte dell'amministrazione Trump a gennaio. Quell'attacco, autorizzato dal presidente senza l'approvazione del Congresso, portò i due paesi sull'orlo della guerra e suscitò il timore di un conflitto regionale più ampio.
I sostenitori della risoluzione sostenevano che si trattasse di una necessaria riaffermazione dei poteri di guerra del Congresso, sanciti dalla Costituzione degli Stati Uniti. Il senatore democratico Chris Murphy ha affermato che il voto "chiarisce che il Senato non sta facendo il suo lavoro" nel fornire supervisione e limitare la capacità del presidente di portare il paese in guerra.
{{IMAGE_PLACEHOLDER}} Tuttavia, la risoluzione è stata avversata dalla maggior parte dei repubblicani, che hanno sostenuto che avrebbe legato le mani al presidente e indebolito la deterrenza degli Stati Uniti contro l'Iran. Il leader della maggioranza al Senato Mitch McConnell ha respinto la misura definendola "brusca e goffa", insistendo sul fatto che l'amministrazione ha bisogno di flessibilità per rispondere all'aggressione iraniana.
Il fallimento della risoluzione sui poteri di guerra segna una battuta d'arresto significativa per i democratici che hanno cercato di tenere a freno l'autorità del presidente su questioni di guerra e pace. Con le tensioni tra Stati Uniti e Iran che rimangono elevate, è probabile che il dibattito sulla supervisione del Congresso sulle azioni militari continui.
Fonte: Al Jazeera


