La dipendenza da Instagram di 16 ore di una giovane donna scatena una causa legale contro Meta

Una causa innovativa mira a ritenere il gigante dei social media Meta responsabile della creazione di una piattaforma intenzionalmente avvincente che presumibilmente ha contribuito alla grave dipendenza dai social media di una giovane donna.
dipendenza dai social media è diventata un problema urgente di salute pubblica, con Instagram e altre piattaforme spesso criticate per il loro design avvincente e i contenuti guidati da algoritmi. Ora è pronta una causa storica per verificare se questi giganti della tecnologia possono essere ritenuti legalmente responsabili dei danni che i loro prodotti possono causare.
Il caso è incentrato su una giovane donna, Alexis Spence, che afferma che le funzionalità di dipendenza di Instagram l'hanno portata a trascorrere fino a 16 ore al giorno sulla piattaforma, compromettendo gravemente la sua vita e la sua salute mentale. Gli avvocati di Spence sostengono che Meta, la società madre di Instagram, consapevolmente e intenzionalmente ha progettato l'app in modo che creasse dipendenza, dando priorità al coinvolgimento e alla crescita degli utenti rispetto al loro benessere.
La causa sostiene che Spence abbia sviluppato un disturbo alimentare e problemi di immagine corporea a causa della costante pressione nel dover curare un perfetto personaggio online e della raffica di contenuti idealizzati a cui era esposta su Instagram. I suoi avvocati affermano che il sistema di raccomandazioni algoritmiche della piattaforma ha esacerbato questi problemi fornendole continuamente più contenuti in linea con i suoi comportamenti di dipendenza e le sue vulnerabilità.
Questo caso potrebbe costituire un precedente per migliaia di azioni legali simili intentate contro società di social media da persone che sostengono che le loro piattaforme sono intenzionalmente progettate per creare dipendenza. Gli esperti sostengono che funzionalità come lo scorrimento infinito, i contatori di Mi piace e commenti e le notifiche push fanno tutte parte di una strategia deliberata per mantenere gli utenti coinvolti il più a lungo possibile.
Se Spence e i suoi avvocati avessero successo, ciò potrebbe costringere Meta e altri giganti della tecnologia a ripensare radicalmente la progettazione dei prodotti e gli algoritmi per dare priorità al benessere degli utenti rispetto al coinvolgimento e alla crescita. Ciò potrebbe avere implicazioni di vasta portata per il settore dei social media nel suo complesso.
Si prevede che il processo sarà lungo e complesso, con entrambe le parti che coinvolgeranno esperti per discutere la scienza della dipendenza dai social media e il grado in cui le piattaforme possono essere ritenute responsabili. In definitiva, il risultato potrebbe modellare il futuro del modo in cui interagiamo e regoliamo questi potenti strumenti digitali.
Fonte: BBC News


