Le vittime civili aumentano mentre l’Iran affronta gli attacchi israelo-americani

Nuovi rapporti rivelano oltre 200 civili morti in Iran a causa degli attacchi aerei israelo-americani, mentre i residenti temono un aumento della violenza e una repressione del governo.
Con l'intensificarsi del conflitto tra l'Iran e l'alleanza USA-Israele, un tributo devastante è stato imposto alla popolazione civile. Secondo gruppi per i diritti umani, il bilancio delle vittime di iraniani innocenti ha ormai superato quota 200 dall'inizio della recente campagna militare.
Crescono le vittime civili
La Mezzaluna Rossa iraniana ha riferito che finora almeno 555 persone sono state uccise in tutto il paese. Tuttavia, l'organizzazione per i diritti umani Hengaw con sede in Norvegia dipinge un quadro ancora più terribile, affermando che il bilancio totale delle vittime nel terzo giorno del conflitto ha raggiunto almeno 1.500, inclusi 200 civili e 1.300 membri delle forze militari iraniane.
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Timore di un'escalation di violenza e repressione
I residenti in Iran hanno paura di un'escalation di violenza e di una repressione
hanno espresso profonda paura e preoccupazione per la crescente violenza e molti hanno riferito che le autorità li stanno avvertendo di stare lontani dalle strade. Il Guardian ha parlato con persone che hanno descritto la situazione caotica e pericolosa che si sta verificando nelle loro città mentre gli attacchi aerei USA-Israele continuano a devastare il paese.
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Chiede alla moderazione e alla riduzione dell'escalation
Lo sconcertante bilancio delle vittime civili ha suscitato rinnovate richieste da parte della comunità internazionale per la moderazione e la riduzione del conflitto. Le organizzazioni umanitarie esortano tutte le parti coinvolte a dare priorità alla protezione delle vite innocenti e ad adottare misure immediate per prevenire ulteriori perdite di vite umane. Mentre la situazione rimane instabile, il mondo osserva con ansia, sperando che la diplomazia possa prevalere e porre fine all'escalation di violenza.
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Fonte: The Guardian

