Le Isole Faroe rivedono le rigorose politiche sull’aborto in mezzo alle crescenti richieste di riforma

Le Isole Faroe, un remoto arcipelago del Nord Atlantico, stanno allentando le loro leggi restrittive sull’aborto, riflettendo un cambiamento nel panorama dei diritti riproduttivi in Europa.
Per decenni, le Isole Faroe, un remoto arcipelago del Nord Atlantico e territorio autonomo della Danimarca, hanno mantenuto alcune delle norme sull'aborto più severe d'Europa. Ma ora, la nazione insulare si sta muovendo per rivedere le sue politiche restrittive in mezzo alle crescenti richieste di riforma sia da parte dei professionisti medici che del pubblico in generale.
Fino a poco tempo fa, le Isole Faroe consentivano l'aborto solo in circostanze limitate, come casi di stupro, incesto o gravi anomalie fetali. Le donne che chiedevano l'aborto spesso dovevano recarsi nei paesi vicini come la Scozia o la Danimarca per accedere alla procedura. Tuttavia, questa realtà sta iniziando a cambiare, poiché il governo delle Isole Faroe ha proposto una nuova legislazione che amplierebbe l'accesso all'aborto.
Le riforme proposte consentirebbero aborti fino a 12 settimane di gravidanza, senza richiedere una giustificazione specifica. Ciò rappresenta un cambiamento significativo rispetto alla politica precedente, che consentiva l'aborto solo fino a 8 settimane e richiedeva alla donna di dimostrare che continuare la gravidanza avrebbe rappresentato una minaccia per la sua salute fisica o mentale.
Marna Jacobsen, una donna faroese di 71 anni, ha raccontato la sua esperienza di 17enne che cercava di abortire negli anni '60. "Ho dovuto mentire e dire che avevo intenzioni suicide per sottopormi alla procedura", ha detto, sottolineando le sfide e lo stigma che le donne hanno storicamente affrontato nell'accesso all'assistenza sanitaria riproduttiva nelle isole.
Le modifiche proposte alle leggi sull'aborto delle Isole Faroe hanno suscitato reazioni contrastanti. Alcuni gruppi conservatori e religiosi si sono espressi contrari, sostenendo che le riforme vanno contro i valori tradizionali delle isole. Tuttavia, professionisti medici e difensori dei diritti delle donne hanno accolto con favore la mossa, considerandola un passo positivo verso garantire un migliore accesso all'assistenza sanitaria riproduttiva e sostenere i diritti fondamentali delle donne faroesi.
La decisione delle Isole Faroe di allentare le politiche sull'aborto riflette una tendenza più ampia in Europa, dove diversi paesi si sono recentemente mossi per espandere o proteggere i diritti riproduttivi. Ciò include l'Irlanda, che ha legalizzato l'aborto nel 2018, e la Polonia, dove una controversa legge che limita l'accesso all'aborto è stata annullata dalla massima corte del paese nel 2020.
Mentre il parlamento delle Isole Faroe continua a deliberare sulle proposte di riforma sull'aborto, il dibattito sul futuro dei diritti riproduttivi nelle isole è destinato a intensificarsi. Tuttavia, con il crescente sostegno pubblico e il riconoscimento della necessità di allinearsi agli standard internazionali sui diritti umani, le prospettive per un cambiamento significativo sembrano promettenti.
Fonte: The New York Times


